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Donare sangue, un gesto d’amore

 

È Giovanna Piscitelli della 4°Ag dell’I.I.S.S. “Mons. A. Bello” di Molfetta la vincitrice del concorso bandito dall'Avis in occasione del 50esimo anniversario della sezione di Molfetta.  Concorso finalizzato alla realizzazione di un logo che diventerà quello ufficiale dell'Associazione. Nella suggestiva cornice della Sala dei Templari della nostra cittadina, il 21 gennaio 2017, si è svolta la serata di premiazione.

Cosimo Gadaleta, Presidente dell'Avis, ha dato inizio all'evento, dando il benvenuto a tutti i presenti, ha ringraziato il Comune di Molfetta che ha sostenuto l'iniziativa e si è poi complimentato con gli studenti e docenti per i lavori prodotti.

Con commozione ha ricordato quel lontano novembre del 1967, quando alcuni cittadini molfettesi, una ventina di persone circa, decisero di unirsi in associazione per cercare di rispondere con immediatezza al fabbisogno di sangue della città.  È trascorso molto tempo da allora e molti progressi sono stati fatti, ma, ancora oggi, il gruppo 0 negativo risulta raro, impedendo a molti pazienti, anche gravi, di sottoporsi a interventi chirurgici importanti. Queste le sue parole per sottolineare l'importanza della donazione: “Donare sangue è un gesto importante, un gesto d'amore e di altruismo, ed è proprio nella scuola che si apprendono i valori della solidarietà e della condivisione”.

Dopo questa parentesi introduttiva la premiazione è entrata nel vivo. Giovanna Piscitelli, la vincitrice del concorso, ha spiegato alla platea come è nato il suo lavoro: “Mi sono ispirata ad una fotografia del Duomo di Molfetta e con programmi specifici ho formato una silhouette che ho successivamente associata al monumento molfettese”. La ragazza ha anche ringraziato la sua professoressa di grafica, Rosangela Polito.

La professoressa Annamaria Gagliardi ha colto l'occasione per complimentarsi ancora con gli alunni e le colleghe, dicendo: “Nella nostra scuola si lavora in simbiosi e i docenti hanno grande capacità di relazionarsi con i ragazzi.  Noi non siamo una scuola tradizionale ma un laboratorio, all’interno del quale ci mettiamo a disposizione e siamo quasi alla pari soprattutto quando ci sono delle persone competenti e capaci di lavorare in modo adeguato. Riusciamo a produrre questi elaborati che sono ancora scolastici ma che hanno molto di professionale rispetto alle diverse capacità e competenze. Voglio dire, ancora una volta, grazie ai nostri alunni e alla loro mente creativa.” È intervenuta anche la vicepreside prof.ssa Margherita de Gennaro: “La scuola in questo periodo è in movimento, i ragazzi sono sollecitati e stimolati, fanno di tutto per raggiungere i loro obiettivi. È importante che il territorio sia a conoscenza delle competenze dei nostri alunni; purtroppo, non sempre riusciamo a dare visibilità a quello che facciamo”. È intervenuta poi la Dirigente Scolastica prof.ssa Maria Rosaria Pugliese: “Nella vita tutto è un mestiere. A noi sta a cuore il futuro dei nostri ragazzi e speriamo che abbiano una possibilità in più e quindi, al di là della formazione specialistica, puntiamo ad educarli alla vita familiare, come futuri uomini e future donne, che abbiano dei valori sani della vita. Questo è il nostro primo obiettivo. La nostra scuola punta, in particolare, all'aspetto umano della formazione e quindi, ci sforziamo in tutte le maniere per far capire ai ragazzi perché dovrebbero studiare; devono capire l’impegno e i propri doveri. Tutti noi dalla scuola abbiamo appreso le buone regole e le buone norme per una vita più serena e rispettosa”. 

A conclusione della serata il Presidente ha ringraziato tutti i partecipanti e ha consegnato gli attestati con una foto, ricordando ancora che donare sangue è un grande gesto d’amore e di civiltà verso tutti.

 

Redazione Leggimi 

 

Cliccare sul link per visualizzare alcuni momenti della manifestazione:

https://drive.google.com/file/d/0B1PuZunkSvCwOXFpVWRSdnVET1k/view?usp=sharing

 

Allegati:
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Sarà possibile effettuare le iscrizioni direttamente in Segreteria Didattica tutti i giorni dalle ore 10,00 alle ore 12,00 e il lunedì e martedì dalle ore 15,00 alle ore 17,00 entro MARTEDI' 14 FEBBRAIO 2017.

Prot. 810/07-02 

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Il numero 16.670 del campo di Auschwitz

“Ogni sera, mentre infuriava la seconda guerra mondiale, nel campo di sterminio di Auschwitz, le guardie naziste facevano l’ appello. Una sera un prigioniero non rispose. Gli altri si guardarono con terrore , sapevano che per ogni fuggitivo dieci avrebbero pagato con la vita. Il comandante del campo passò in rassegna i prigionieri e col dito, a caso, ne segnò dieci, destinati a morire nel “bunker della fame”. Il decimo era il sergente polacco Francesco Gajowniczeck. Preso dalla disperazione mormorò singhiozzando: “Mia moglie … i miei figli”. Allora un prigioniero, il n. 16.670, si fece avanti e disse al comandante: “Chiedo di prendere il suo posto”.

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